
Il sisma è un fenomeno naturale affascinante ma nel contempo pauroso e tremendo. Nell’antichità lo avrebbero attribuito a Poseidone, come punizione divina, oggi invece conosciamo bene le sue dinamiche nonostante sia ancora impossibile prevederlo.
Nasce così la necessità di approfondire la conoscenza del territorio per affrontarlo di petto tramite prescrizioni che riducano il rischio di incorrere in danni e situazioni di pericolo per le persone.
Nel corso della nostra storia, l’agenzia INGV si è occupata di raccogliere informazioni ed elaborare i dati di terremoti e caratteristiche del territorio italiano al fine di creare un modello di pericolosità sismica. È così che sono state pubblicate alcune mappe, costantemente in aggiornamento, che classificano il territorio in base alla pericolosità del territorio. La classificazione odierna divide in 4 principali classi, da quella con pericolosità maggiore 1 a quella minore 4.
È ormai nota la carta multicolore che identifica le variazioni di accelerazione modellate per tutto il territorio nazionale. Ogni regione ha poi provveduto ad aggiornarle e ad emanare regolamenti più restrittivi ai fini della prevenzione.
La Regione Veneto ha recentemente aggiornato la classificazione sismica del proprio territorio tramite il D.G.R. n. 244 del 09/03/2022.
Il territorio veneto ricade oggi nelle fasce di pericolosità 1, 2 e 3. In seguito al D.G.R. alcune aree ricadono in classi di peggiore pericolosità rispetto alla precedente classificazione.
Ma come viene tenuto in conto nella progettazione?
Il D.M. 17 gennaio 2018, meglio noto come NTC18, rimanda alle tabelle che il suo predecessore riportava, nelle quali si inquadrava il territorio nazionale entro un reticolo di coordinate geografiche ognuna correlata all’azione sismica caratteristica della zona. In queste tabelle sono riportati 10751 punti del reticolo di riferimento, ognuno dei quali riporta tre parametri fondamentali per il calcolo dell’azione sismica. I tre parametri sono ag, F0 e T*C, che corrispondono a:
– ag : accelerazione orizzontale massima del sito;
– Fo : valore massimo del fattore di amplificazione dello spettro in accelerazione orizzontale;
– T*C : valore di riferimento per la determinazione del periodo di inizio del tratto a velocità costante dello spettro in accelerazione orizzontale.
La conoscenza del territorio non si ferma alla sola storia sismica del sito ma continua considerando anche eventuali effetti locali di amplificazione come le caratteristiche topografiche (quota), e del suolo (tipologie di suolo da A a E).
Tramite alcune equazioni e questi parametri si ricava un grafico chiamato Spettro di risposta che simula l’azione sismica in modo semplificato. Tale grafico verrà implementato nei calcoli strutturali. Sottolineo che questo passaggio è obbligatorio e imposto dalla normativa, per cui tutte le nuove strutture sono antisismiche in grado diverso (si parlerà più avanti di cosa fa la differenza nella scelta per la progettazione).
Nasce quindi l’antisismica, un concetto in parte fuorviante in quanto si dovrebbe parlare di prevenzione sismica e non “anti” l, ma di questo ne parleremo in un altro articolo.

